Il Tempo

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Abbiamo tante cose nella vita: oggetti, ma anche impegni, progetti, il lavoro, le relazioni, persone che fanno affidamento su di noi… Eppure, la più importante delle cose che abbiamo è il tempo e non lo possiamo toccare, né contare, né sapere quando finirà. Per questo motivo, secondo me, la cosa di maggior valore che possiamo avere nella vita è il tempo.

Fin dalla mia prima esperienza sul Cammino, mi sono accorta che quello che più importava non erano i km che percorrevo, ma piuttosto il tempo che mi regalavo. Forse la percezione di questa importanza è accentuata dal mio essere cresciuta a Milano, dove il tempo non basta mai e la massima ambizione di tutti è avere una giornata di 40h, in cui si possano finalmente incastrare tutti gli impegni che ci sono imposti dalla quotidianità del lavoro, con le cose che vogliamo fare nel nostro tempo libero. Ovviamente senza riuscirci mai!

Così, per me, è fondamentale poter chiudere lo zaino e lasciare fuori da esso tutto quello che posso fare sempre, mettendoci invece dentro, tutto il tempo che posso prendermi. Sembra un po’ paradossale, questo ragionamento, perché anche in cammino, apparentemente, il tempo non abbonda: mi alzo presto, faccio lo zaino in silenzio, mangio un boccone al buio della cucina dell’albergue, senza disturbare chi ancora dorme, parto, cammino, mangio un boccone, cammino, mi fermo, lavo, stendo, dormicchio una mezz’ora, visito il paese o la città in cui mi trovo, ceno, ritiro i panni, dormo.  La differenza è che la formula può essere applicata in mille modi diversi e in ognuna di queste azioni c’è la nostra liberissima scelta e ci si può infilare tutta la vita che si vuole. Fermarsi per delle ore a guardare le foglie di un albero mosse dal vento. Parlare con gli uccellini o con gli scoiattoli, tentare di far avvicinare una mucca, fare amicizia con qualcuno che non si è mai visto prima e di cui non comprendiamo la lingua, ma che sentiamo come un fratello. Piangere, ridere, soffrire, gioire, stupirsi della strada percorsa quando, arrivati in cima a una salita, ci guardiamo indietro. Respirare. Camminare.

Il mio passo e il mio respiro scandiscono il tempo, lo liberano. Quando cammino da sola, a volte invento delle canzoni che hanno lo stesso ritmo dei miei affannosi respiri in salita o le cui percussioni hanno lo stesso timbro dei miei passi in discesa. E fra un battito e l’altro, sono solo io, penso, comprendo, intuisco che a volte non occorre capire e forse nemmeno arrivare. Basta camminare e provarci. Con amore.

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