Perché lo fai?!

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Prima o poi tutte ce lo siamo sentito chiedere: “Perché lo fai?!”. Sia la nonna anziana che non capisce proprio che gusto ci sia a macinare km a piedi per “divertimento”, quando lei da ragazza era costretta a camminare per ore. Sia l’amica che preferisce passare il pomeriggio dal parrucchiere o dall’estetista, piuttosto che in un negozio di articoli sportivi a scegliere le nuove scarpe o a soppesare un sacco a pelo dopo l’altro. Qualcuno, prima o poi ce lo chiede.

E non è che io sappia sempre cosa rispondere. Il camminare è una cosa che faccio da abbastanza tempo e mi piace da così tanto che non mi chiedo più perché lo faccio: mi fa star bene, è assodato, quindi lo faccio. Anche quando mi ha quasi investito un TIR, non è che ho lanciato lo zaino nel fosso e ho prenotato il primo treno per l’Italia… ma perché?! Perché per giorni e giorni puoi anche maledire il cammino e la tua scelta malata di vagare su strade secondarie e sentieri fangosi o polverosi, sotto il sole cocente o la pioggia battente. Ma poi…

Poi arriva quel momento, quello in cui senti che dovevi essere lì, così, solo tu in piedi nel nulla più totale della campagna. O tu ansimante nella neve con le ciaspole ai piedi dopo una salita. Perché, per il solo fatto di essere lì e di esserci arrivata con le tue forze, la vita ha un senso più bello.

Mi è successo pochi giorni fa, durante una ciaspolata nel Parco del Gran Paradiso. Ero alla testa del nostro gruppetto e sono arrivata con una ventina di passi di vantaggio in cima a una collinetta. Mi sono guardata indietro: iniziava appena a nevicare, ma i fiocchi erano già belli definiti e il vento me li soffiava proprio in faccia. Per qualche secondo sono stata lì, con il vento in faccia, a guardare l’aria limpida, distinguendo ogni singolo fiocco che mi veniva incontro, come se il tempo avesse smesso di scorrere.

E’ stato solo un istante: poi sono arrivati i miei compagni e ci siamo girati a guardare gli stambecchi (non proprio il peggio del peggio, direi), ma l’avevo percepito chiaramente. Per me la vita ha diritto di essere vissuta anche solo per questi frammenti di consapevolezza che solo il camminare ti può dare, perché ti fa rallentare così tanto che, quando ti fermi, il mondo sembra girare davvero attorno a te.

Come nei campi di grano fuori Carcassonne, quando i Pirenei chiamavano, le viti gemevano e il vento soffiava come se volesse spingermi verso ovest. E, fra un passo e l’altro, l’unica cosa che c’era era il respiro del grano… e io avevo senso perché potevo essere testimone di quello spettacolo così semplice delle colline coperte di grano.

Non so se valga la pena per tutti saltare qualche appuntamento dall’estetista per questo (in effetti credo di esserci andata solo una volta e di averlo trovato decisamente imbarazzante). Però, per me, ne vale la pena eccome!

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4 thoughts on “Perché lo fai?!

    1. Grazie, Costanza! Continua a seguirci e inserisci la tua mail nella casella qui a destra per essere sempre informata sui nostri aggiornamenti! A presto e buon Cammino!
      -Sara

  1. salve io vorrei chiedere questo, mi piacerebbe imparare le ciaspole esiste una preparazione o si monta sulle ciaspole e basta?

    1. Ciao Elisa,
      non ci sono regolamenti o leggi che obblighino una persona a fare dei corsi o una preparazione specifica per imparare ad usare le ciaspole. Teoricamente le agganci agli scarponi e ci cammini. Il mio consiglio però è quello di NON iniziare da sola. Cercati un gruppo accompagnato da una guida professionista abilitata, che ti spiegherà bene come indossarle in sicurezza ed utilizzarle, e fai qualche uscita con loro fino a prendere la confidenza necessaria. Una volta acquisita un pò di esperienza è comunque meglio non andare da soli a camminare nella neve soprattutto quando è fresca o le condizioni meteo non sono favorevoli, evitando in particolar modo di andare sui pendii scoperti e lungo itinerari pericolosi. Inoltre, se si vuole andar da soli, è consigliato fare un corso sull’utilizzo degli strumenti di autosoccorso (pala, artva, sonda), che per esempio nella Regione Lombardia sono da poco diventati obbligatori in caso di escursione sulla neve.

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